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EMERGENZA CORONAVIRUS, TUTTI FACCIANO LA PROPRIA PARTE (E NON I FURBI)

La Cisl Fvg fa appello alla responsabilità:  “Preoccupati per chi è ancora al lavoro e per la cassa integrazione in deroga”

Tanti i nodi e i problemi emersi in questi giorni e oggi nel corso del tavolo tra Sindacati e Regione sull’emergenza Coronavirus. A parlare, a margine del vertice rigorosamente a distanza, è il segretario generale della Cisl Fvg, Alberto Monticco, preoccupato su più fronti, a partire da quello della sicurezza, bene primario, dei lavoratori che sono ancora al lavoro. “Sappiamo – va subito al punto non senza apprensione, il segretario – che alcune aziende hanno iniziato a chiedere il cambio del codice Ateco, per poter proseguire con l’attività: sarebbe utile avere un monitoraggio su queste operazioni per capire se si tratta di aggiornamenti necessari oppure di modifiche determinate da altre logiche. Se a ciò si aggiunge la difficoltà, se non impossibilità, di procedere alle verifiche a causa degli uffici ispettivi al momento chiusi, la situazione risulta davvero al limite. Per questo abbiamo chiesto alle nostre rsu, presenti sui luoghi di lavoro, di segnalarci eventuali comportamenti scorretti per poter intervenire immediatamente a tutela dei lavoratori”. Lavoratori – si legge in una nota del Sindacato – costretti, in molti troppi casi, a lavorare anche senza dispositivi di prevenzione, come sta accadendo in diverse case di riposo, con il personale che non può neppure scioperare, perché fornitore di un servizio essenziale. “Spero che, in fase di rinnovo contrattuale – commenta Monticco – ci si ricordi di chi oggi per il lavoro sta mettendo a repentaglio la propria salute, infermieri, assistenti, commessi, e che si tenga conto, anche nella parte economica, del loro sacrificio di oggi”. Ma a preoccupare nell’immediato la Cisl Fvg sono anche i tempi di pagamento della cassa integrazione in deroga e del FIS (Fondo Integrazione Salariale). “Infatti – spiega ancora Monticco – diversamente da cigo e cigs per cui è possibile l’anticipazione da parte dell’azienda, la cassa integrazione in deroga può essere corrisposta solamente in via diretta all’Inps. Oggi abbiamo lavoratori in cassa in deroga già dalla fine di febbraio e che, a causa degli iter burocratici, potrebbero vedere pagata l’indennità con dei ritardi che avrebbero gravi ripercussioni sui bilanci familiari. Problema analogo anche per il Fondo di Integrazione Salariale, cui stanno ricorrendo tante piccole aziende, che però non possono anticiparlo ai lavoratori non avendo liquidità sufficiente per via della sospensione della loro attività”. Alla fine dei conti – sintetizza la nota cislina – questa emergenza lascerà un pesantissimo strascico: i 10mila lavoratori già in crisi prima del Coronavirus (a cui si devono sempre aggiungere i disoccupati e i neet) potrebbero raddoppiare, con una ricaduta drammatica sul nostro tessuto sociale ed economico, senza contare quanti oggi sono stati messi in cassa integrazione senza certezza di rientrare al lavoro. “Naturalmente oggi possiamo fare solo delle stime – afferma Monticco – ma è chiaro che dovremo monitorare attentamente e in maniera stringente, assieme alla Regione, cosa succederà di qui alle prossime settimane, testando anche il Piano anticrisi che già nel 2009 aveva dato risposte, e eventualmente prevedere dei correttivi in base alla situazione rilevata. “Resta il fatto che dovremo rimboccarci le maniche e così dovrebbe fare anche il Governo, sin da ora, iniziando anche ad incontrarsi più di una volta a settimana”. Non possiamo, infine – conclude la nota della Cisl Fvg – rimanere in silenzio neppure di fronte allo scandalosa ordinanza sulla mobilità emanata dal ministro dell’Istruzione e che, di fatto, impone agli operatori della scuola di tornare in ufficio per l’impossibilità di lavorare da remoto e per l’adempimento di pratiche che, ad oggi possono essere concluse solo in via cartacea. Agli insegnanti e a tutto il personale della scuola va tutta la nostra solidarietà ed attenzione.