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Lamorte: la scuola in Friuli Venezia Giulia verso un punto di non ritorno

Vorrei entrare nel dibattito che si sta sviluppando sulla scuola di questa regione. Premetto che il mio intervento, nonostante il ruolo che ricopro, vuole essere esclusivamente a sostegno della buona scuola, la nostra, che sta vivendo un periodo poco felice, trascinata nel vortice politico, incantata da promesse e sollecitata ad un falso rinnovamento che è difficile condividere.

Sono convinto che la scuola abbia bisogno di riforme nel senso alto della parola, cioè di un impegno costante e di tutti: la scuola, infatti, rappresenta l’ancora di salvataggio ad una deriva di valori ormai sotto gli occhi di tutti.
Per amore di verità va detto che il disinvestimento sulla scuola non è partito ieri, ma è da circa dieci anni che i vari Governi che si sono succeduti hanno creato criticità, attanagliano la scuola con interventi mirati a ridurre il personale, senza predisporre un vero percorso riformatore e facendo pagare dazio a quei lavoratori che, in base alle norme esistenti, si sono adattati alle situazioni definite da chi credeva che tagliando si sarebbero risolti i problemi del comparto. Nel frattempo la scuola è diventata vecchia, allungando le liste dei precari, sottoposti ad un vero tour de force per stare la passo con le norme di reclutamento e che oggi giustamente rivendicano il posto di lavoro, (il lavoro è dignità). La politica ha, dunque, applicato un metodo sibillino che di fatto ha lacerato il tessuto connettivo che manteneva vivo il valore e l’efficacia sia degli addetti ai lavori, sia dell’intero impianto organizzativo e funzionale della scuola statale.
Non dubito che alcuni sprechi nella scuola esistono, ma certo non sono quelli che vogliono farci credere e dati in pasto alla gente. Tagliare non significa eliminare gli sprechi. Occorre riorganizzare perché solo così si dà la possibilità al sistema di essere efficace ed efficiente, valorizzando le risorse umane e le competenze, tante sia in regione che nel resto d’Italia. Occorre che lo Stato investa insieme a Regioni e Comuni: il messaggio lanciato dal Presidente della Repubblica alla cerimonia per l’avvio dell’anno scolastico è da cogliere nella sua interezza assumendolo come linea guida e mettendo in sinergia tutti gli strumenti utili per creare una scuola, la migliore possibile, che operi per il bene comune degli studenti e dei lavoratori.
Come Cisl Scuola del Friuli Venezia Giulia siamo disponibili a confrontarci su e per questo, ma prima di tutto occorre fermare l’applicazione dell’ultima trance di tagli all’organico prevista per l’anno scolastico 2011/2012.
Per evitare di imboccare una strada senza più ritorno, l’invito è di iniziare un percorso insieme, Istituzioni e forze sociali, e dedicare apposite sessioni alle problematiche più stringenti, compresa la drammaticità che affligge il personale precario, mettendo al centro del dibattito l’istruzione, in un ottica d’investimento.
Siamo convinti che dalla crisi si esce predisponendo lungimiranti prospettive di crescita per i nostri ragazzi, che devono confrontarsi sempre più nel sistema globalizzato. Facciamo tutti la nostra parte: istituzioni, amministratori, politica e sindacato, perché la scuola non può essere il terreno dello scontro politico e ideologico, ma deve essere considerata il bene più alto, da sostenere e valorizzare, facendola diventare il perno centrale del rinnovamento e dei processi di competitività dell’intero sistema Paese.
Donato Lamorte
Segretario generale Cisl Scuola FVG