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EDILIZIA E LEGNO-ARREDO IN FORTE RIPRESA IN FVG, MA MANCA LA MANODOPERA

Edilizia e sistema del legno-arredo, oggi al centro del congresso della Filca Cisl del Friuli Venezia Giulia, che ha visto il passaggio di testimone tra il segretario uscente Luciano Bettin e il neo eletto Gianni Pasian (con lui in segreteria Admir Musliju e Paolo Fregonese). Due settori in forte espansione, ma che scontano, entrambi, la pesante carenza di manodopera, a partire dai tecnici, oggi quasi introvabili a livello locale. “Credo – commenta Bettin – che sia fondamentale lavorare maggiormente anche su una logica di filiera, che unisca in modo più efficace formazione e le richieste provenienti da due mercati, sempre più improntati alla tecnologia”. In questa direzione vanno, per esempio, le sinergie che si stanno costruendo con le scuole edili e l’assessorato al Lavoro nel settore delle costruzioni, mentre sul versante del mobile c’è ancora molto da fare: se da un lato, infatti, la Scuola del Mobile di Brugnera, con l’indirizzo Settore industria – arredi e forniture d’interni, riesce ad accogliere ogni anno studenti che provengono dal territorio pordenonese ma anche dalla provincia di Treviso, dall’altro, la Scuola di San Giovanni al Natisone, Sede Associata dell’Istituto Malignani di Udine, con gli indirizzi  “Tecnologie del Legno”, Qualifica triennale “Operatore del Legno”, “Arredo e Forniture d’Interni”, non ha nessun iscritto nei primi anni. “Va da sé, che quando usciranno i diplomati degli ultimi anni di corso, vi sarà un vuoto potenziale di sette anni, se non si interviene immediatamente”.

Si tratta di un passaggio – quello della formazione – cruciale, al pari della sicurezza, che specialmente nell’edilizia deve rimanere prioritario, considerato anche il boom dei cantieri nati sull’onda del Superbonus 110% e del Bonus Facciate, e che per il Sindacato dovrebbero diventare strutturali.  L’agevolazione legata al 110%  – si legge nel comunicato della Filca Cisl Fvg – ci ha fatto registrare un grave divario tra quello che dovrebbe essere il Settore Edile e quello che invece è: carenza di attrezzature adeguate e di materie prime, difficoltà a trovare manodopera, soprattutto specializzata, dumping contrattuale nei cantieri edili, mancato rispetto delle norme di prevenzione degli infortuni, difficoltà ad attuare un piano di gestione delle attività ispettive e di consulenza da parte degli ispettori del lavoro, dei tecnici delle ASL, dei tecnici e degli RLST dei nostri enti paritetici territoriali.

“Per questo, la Filca Cisl oltre a spingere ancora, in Friuli Venezia Giulia, verso un sistema bilaterale più snello ed efficiente, con una sola Cassa Edile Regionale, chiede di rendere funzionale il portale regionale per favorire l’accesso alle notifiche preliminari da parte del sistema di Vigilanza degli Ispettori del Lavoro e degli Ispettori delle Asl, ma anche di definire urgentemente un protocollo d’intesa per il rafforzamento della legalità nell’edilizia pubblica e privata tra l’Amministrazione Regionale e i Sindacati di categoria, con l’obiettivo di garantire una corretta concorrenza tra i soggetti economici coinvolti, contrastando il lavoro irregolare, le pressioni della criminalità organizzata e l’evasione fiscale e contributiva”. Sul fronte sicurezza, invece, l’appello della Filca Cisl Fvg è, ancora una volta, alla diffusione di una cultura basata sulla prevenzione, sia tra gli imprenditori, sia tra i lavoratori. “Sedici ore di formazione all’ingresso in cantiere sono assolutamente insufficienti: sulla sicurezza la formazione dovrebbe essere oltre che obbligatoria, continua e certificata. A fianco degli RLST e dei tecnici dei CPT devono anche girare nei cantieri molti più ispettori ASL e DTL, otre ad un rafforzamento anche dei Nuclei Carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro. Auspichiamo, dunque, così come promesso, la celere assunzione di circa 2.100 ispettori e altre 200 figure specialistiche (tecnici e ingegneri).

Per quanto riguarda, invece, il comparto del legno-arredo, una nuova fotografia sta emergendo, con aziende sempre più improntate non solo ad una “strutturazione interregionale” della filiera, ma anche, e questa è la novità, ad un concetto più ampio di “arredamento della casa”, come illuminazione, tessile, tendaggi, complementi d’arredo. “Il comparto, nonostante la pandemia da Covid-19, rimane vivo, vitale, attivo, ma – paradossalmente – rischia di ritrovarsi privo della forza lavoro necessaria per poter crescere e svilupparsi. L’Arredo, ma anche il “Legno – Boschivi e Forestali”, hanno necessità di tecnici qualificati, figure da tempo carenti nei distretti produttivi delle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia” – spiega ancora Bettin. Un ruolo fondamentale dovrà poi essere giocato, per la Filca Cisl, dalla partita contrattuale, andando ad incentivare, per esempio, le aziende orientate alla sostenibilità ambientale. “Spiace – commenta il segretario uscente – rilevare quanto sta accadendo nella Zona Industriale Ponte Rosso di San Vito al Tagliamento, ovvero dei sollevamenti popolari contro un progettato insediamento industriale che, dando risposte occupazionali, fonda la propria produzione sul recupero degli scarti di legno. Vogliamo chiudere tutto? Dopo Kronospan, sarà la volta di Fantoni e Bipan? Eppure, la sostenibilità degli edifici e del comparto delle costruzioni, si ottiene con una estrema attenzione alle tecnologie e ai materiali usati, possibilmente realizzati con il recupero di scarti e rifiuti, che dovranno essere a loro volta riciclabili, per un’edilizia il più ecologica possibile e una industria del mobile e dei materiali da costruzione più sostenibile”. Nell’ottica di una visione ecologica e di una riduzione delle emissioni, l’ultimo appello va alla Regione, rispetto all’opportunità di una regia condivisa sull’utilizzo dei fondi del PNRR, con la richiesta, ad esempio, del potenziamento della della “Gemona – Sequals – Cimpello”.