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CORONAVIRUS, CISL FVG CHIEDE MAGGIORI INTERVENTI PER IMPRESE E LAVORATORI

 Insufficienti le risorse stanziate dal Governo e limitate alle zone rosse. La Cisl Fvg chiede di agire velocemente non solo per contenere i danni, ma soprattutto per garantire la ripresa.

 “A fronte di provvedimenti governativi palesemente insufficienti, la Regione Fvg deve scendere in campo con la massima decisione non solo per contenere i danni all’economia causati dal Coronavirus, ma soprattutto per garantire una veloce ripresa delle attività”. Per la Cisl Fvg non basta parare il colpo, ma occorre subito attivarsi, per sostenere imprese e lavoratori in questo difficilissimo momento. “Penso – spiega il segretario generale, Alberto Monticco – ad una task force tra Regione, Sindacati e Imprese: mai come ora serve fare fronte comune, delineando assieme bisogni e necessità, monitorando quotidianamente la situazione e trovando soluzioni, anche andando in pressing con il Governo”. In queste ore – si legge in una nota della Cisl – se mai ce ne fosse stato bisogno, è diventato ancora più evidente con i primi contagi in Friuli Venezia Giulia, che non ne usciremmo illesi: registriamo come le attività sia private sia industriali siano già messe in ginocchio, senza contare la preoccupazione per la tenuta del nostro sistema sanitario. Dinnanzi ad uno scenario di questo tipo, non dobbiamo cedere al panico: è, anzi, il momento di mantenere lucidità e valutare velocemente cosa ci serve per uscire dall’emergenza e assicurare una rapida normalizzazione alle imprese di tutti i settori e ai lavoratori, e un percorso di crescita stabile e duratura. “Sono sicuramente un primo passo le misure straordinarie inserite in SviluppoImpresa, ma da sole non basteranno” – commenta Monticco, che chiede, da una parte, l’attivazione urgente di tutti quegli interventi già richiesti da Cgil, Cisl e Uil con l’attivo unitario di novembre scorso (e oggi ancor di più stringenti) e dall’altro una forte determinazione della Regione nei confronti del Governo centrale. A partire – prosegue la nota cislina – dalle misure e risorse destinate al capitolo ammortizzatori sociali e per andare a superare l’attuale limitazione alle zone rosse dei provvedimenti: così, infatti, si sottovaluta gravemente l’urgenza di intervenire anche altrove, in quei territori che, indipendentemente dal numero e gravità dei contagi, hanno subito un pesante contraccolpo in comparti strategici come manifattura, turismo, commercio, logistica, trasporti, agroalimentare, edilizia, servizi scolastici e sanitari”.