LAVORO E BENESSERE: SERVE UN IMPEGNO COLLETTIVO PER CONTRASTARE IL FENOMENO
Monitorato in provincia di Pordenone il fenomeno delle vessazioni in ambito lavorativo
A pagare il prezzo più alto le donne nella fascia di età matura. A far emergere il dato stamani in conferenza stampa il Punto di Ascolto Antimobbing di Pordenone, realtà che dal 2006 rappresenta un faro per i lavoratori del territorio che vivono situazioni di disagio, vessazione e criticità relazionali in ambito professionale. Finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia (L.R. 7/2005) e gestito dalla USR Cisl FVG, lo sportello compie vent’anni di attività al servizio del territorio.
Questi dati non solo evidenziano l’importanza cruciale del nostro servizio, ma sottolineano anche il ruolo fondamentale della Regione FVG nel promuovere un ambiente di lavoro sano e rispettoso.
Rinnovata la sinergia strategica con il Comune di Porcia
L’incontro ha sottolineato il valore del partenariato istituzionale. Accanto allo storico supporto del Comune di Pordenone, è emerso il ruolo fondamentale del Comune di Porcia, che mette a disposizione i locali della sede. È stato annunciato con soddisfazione l’imminente rinnovo quinquennale della convenzione, un atto di profonda fiducia che garantisce stabilità a un servizio di vitale importanza.
“Un ringraziamento profondo va al Comune di Porcia,” hanno dichiarato i referenti del Punto di Ascolto. “Senza la loro sensibilità e la messa a disposizione degli spazi, non potremmo garantire quel clima di riservatezza e accoglienza necessario per chi soffre. Il rinnovo della convenzione conferma quanto l’amministrazione creda nella tutela della dignità del lavoratore come pilastro del benessere sociale.”
Dichiara a tal proposito Adriana Checchin, Assessore al Benessere sociale e ai Servizi alla Comunità del Comune di Porcia: “Il Comune di Porcia rinnova con convinzione il proprio sostegno al Punto di Ascolto Antimobbing, un servizio che in questi anni ha rappresentato un presidio concreto di tutela, ascolto e dignità per molte persone del territorio.
Come Assessore al Benessere Sociale e ai Servizi alla Comunità, desidero esprimere un sincero ringraziamento a Chiara Tomasella per la professionalità, la competenza e la sensibilità con cui coordina questo importante sportello. Il suo impegno quotidiano dimostra come l’ascolto possa trasformarsi in accompagnamento reale e in tutela effettiva dei diritti. Rinnovare questo servizio per i prossimi cinque anni significa compiere una scelta politica chiara: mettere la persona al centro, contrastare ogni forma di pressione e disagio nei luoghi di lavoro e rafforzare la cultura del rispetto nella nostra comunità. Una comunità è forte quando non lascia nessuno solo. E questa è la direzione che continuiamo a perseguire”.
Pordenone: 110 contatti nell’ultimo anno
La Dott.ssa Chiara Tomasella, coordinatrice del Punto di Ascolto, sottolinea l’importanza di supportare i lavoratori vittime di disagio o vessazioni: “Il nostro scopo è offrire strategie concrete a chi vive situazioni critiche in ambito professionale. Il mobbing è un problema sistemico del mondo del lavoro italiano che va eliminato con determinazione“. Attraverso il Punto di Ascolto, conclude la coordinatrice, ci impegniamo attivamente nel contrastare questo fenomeno.
Il bilancio annuale si chiude con 110 interventi, il volume delle richieste si mantiene costante riflettendo una radicata consapevolezza tra i lavoratori riguardo al fenomeno del mobbing e alle risorse disponibili per fronteggiarlo.
L’avvocato Teresa Dennetta evidenzia che si conferma la fragilità delle donne dai 51 anni in su, che vengono vessate spesso in conseguenza alle richieste di congedi, permessi, utilizzo delle giornate previste dalla L. 194/1992. Questa fascia di età spesso è rappresentata da lavoratrici con limitazioni dovute a patologie e il riconoscimento di tali limitazioni è spesso visto dall’azienda come un ostacolo alla produttività.
Allarme per le lavoratrici over 50: aumentano del 13% i casi legati a salute e carichi di cura
L’analisi demografica evidenzia infatti un mutamento significativo: le fasce d’età più colpite superano i 30 anni, con un’impennata tra i lavoratori in età matura (over 51). All’interno di questo segmento, il dato più rilevante riguarda lo scostamento di genere: le donne colpite aumentano del 13% rispetto all’anno precedente. Questo incremento è strettamente connesso alla difficoltà di conciliazione vita/lavoro e alle necessità di cura dei soggetti fragili (anziani, bambini e disabili). Emerge, inoltre, un dato critico di nuova osservazione: la forte presenza di violazioni legate alle condizioni di salute, alla Legge 104, alle categorie protette e al sistematico mancato rispetto delle prescrizioni del medico competente.
Le modalità di molestia si fanno più aggressive: prevalgono umiliazioni, critiche eccessive, controllo esasperato e contestazioni pretestuose. Di contro, calano le richieste legate a motivazioni puramente economiche o di carriera (ferie, aumenti, mansioni), a favore di disagi nati da assenze prolungate, congedi e permessi legati alla salute. Il mobbing rimane un fenomeno prevalentemente verticale: nel 78% dei casi il soggetto vessante è un superiore gerarchico. Si registra tuttavia un dato in controtendenza: sono in netta diminuzione le vessazioni perpetrate da uomini, segno di una trasformazione delle dinamiche relazionali nei luoghi di lavoro.
“I dati di quest’anno ci consegnano una fotografia sociale precisa e preoccupante: il mobbing sta cambiando volto, spostandosi dal terreno delle rivendicazioni contrattuali a quello delle fragilità umane” – commenta Chiara Tomasella. “L’aumento del 13% delle richieste da parte delle donne e l’impennata tra gli over 51 ci dicono che il conflitto esplode proprio laddove servirebbe più tutela: sulla salute e sui carichi di cura familiare. Quando il lavoratore è più vulnerabile, diventa paradossalmente un bersaglio. Il nostro Punto di Ascolto resta un presidio di civiltà essenziale per rompere questo isolamento e ristabilire il rispetto della dignità della persona.”
Dichiara a tal proposito Guglielmina Cucci, Assessore alle Politiche Sociali e Pari Opportunità del Comune di Pordenone dichiara: “I dati del Punto Ascolto Antimobbing mostrano con chiarezza la necessità di un cambiamento culturale. I dati presentati oggi ci indicano le criticità su cui intervenire. Molti uomini faticano ancora a chiedere aiuto e le persone più anziane vengono percepite come un peso anziché come una risorsa di competenze ed esperienza. Resta irrisolto il nodo della cura e dell’assistenza che continua a gravare prioritariamente sulle donne ma anche sugli uomini che se ne fanno carico, in diminuzione però rispetto al passato. E non può essere trattato come un fatto privato, soprattutto in un contesto segnato dall’aumento delle fragilità legate all’invecchiamento, alla disabilità e alla cura dei minori che impone una responsabilità collettiva. Le direttrici che emergono sono chiare: chiedere aiuto deve essere un diritto e la cura un valore condiviso sostenute da politiche di welfare appropriate e strumenti di conciliazione adeguati”.
Denis Giovanni Dalla Libera, coordinatore Ast Cisl di Pordenone sottolinea: “Il lavoro deve tutelare non solo la sicurezza fisica, ma anche la salute psicologica e la dignità della persona. Mobbing e molestie, attraverso offese, umiliazioni, isolamento, svuotamento delle mansioni e pressioni ingiustificate, sono forme di violenza psicologica volontarie e sistematiche che colpiscono il lavoratore violando i suoi diritti. Le conseguenze riguardano salute, autostima, motivazione e qualità del lavoro. Il datore di lavoro ha l’obbligo di prevenire i rischi psicosociali evitando ogni forma di marginalizzazione. Un clima basato su paura e umiliazione non genera valore né futuro. Il sindacato ha il compito di ascoltare, tutelare e sostenere le vittime. Difendere il lavoro oggi significa difendere la persona e la dignità”
Il Punto di Ascolto
Il Punto di Ascolto è gestito dalla USR Cisl FVG, che vent’anni fa ebbe il merito di anticipare i tempi. Quando il mobbing era un fenomeno quasi sconosciuto, il sindacato intuì la necessità di uno sportello altamente qualificato e gratuito, ottenendo l’accreditamento regionale. Da allora, il servizio offre consulenza legale, medica, psicologica e orientamento, mantenendo una neutralità e una professionalità che lo rendono un punto di riferimento imparziale per tutto il territorio.
Non sei solo nella lotta contro il mobbing. Il Punto di Ascolto è qui per darti voce e supporto. Insieme alle istituzioni, lavoriamo ogni giorno per trasformare il mondo del lavoro in un ambiente di rispetto e sicurezza. Unisciti a noi per costruire questo cambiamento.
Il Punto di Ascolto è situato a Porcia, c/o il distretto sanitario, Via delle Risorgive 3, ed è attivo dal lunedì al giovedì dalle 14.00 alle 18.30 e il venerdì dalle 8.30 alle 12.30. Le consulenze sono gratuite, riservate anche in anonimato ed è possibile accedervi anche telefonicamente allo 0434 1852064 e via e-mail a: antimobbing.pordenone@gmail.com.
È possibile visitare e avere notizie sull’attività anche dal sito www.antimobbingpn.it, dove sono raccolte tutte le informazioni relative al Punto di Ascolto. Vi è inoltre una pagina Facebook ed un profilo Instagram al fine di pubblicizzare le attività dello sportello.