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LA FNS CISL FVG SULLA SITUAZIONE PENITENZIARIA: IN REGIONE E’ EMERGENZA

L’intervento della categoria all’inaugurazione dell’anno giudiziario
Tra i nodi critici: sovraffollamento delle carceri, sott’organici, inadeguatezza edilizia

In Friuli-Venezia Giulia la situazione del comparto “penitenziario” è grave e rasenta ormai l’emergenza: la denuncia arriva dalla Federazione Nazionale della Sicurezza (FNS) Cisl regionale, che in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario a Trieste, ha messo sul tavolo le criticità del settore. Lo ha fatto con un intervento programmato di Marzio Marcioni, delegato FNS e un presidio congiunto con la Fps Cisl organizzato davanti alla sede del Tribunale giuliano.

“La situazione è al limite – sostiene il segretario regionale della FNS, Ivano Signor – se il grado di civiltà di un Paese si misura anche dalle condizioni delle sue carceri, non possiamo che essere preoccupati sia come operatori della sicurezza, sia come cittadini”. Ben vengano – per la categoria cislina – i provvedimenti governativi in materia e la dichiarazione dello stato di emergenza, ma occorre uno sforzo ancor maggiore per risolvere i nodi critici del comparto. Nel merito, il problema del sovraffollamento, che alimenta tensioni e violenze, ma anche della carenza di organici. “Se a livello nazionale – spiega Signor – mancano almeno 5mila unità, nella nostra regione la carenza supera abbondantemente il 20% delle piante organiche, e sottopone il personale a turnazioni massacranti con conseguente stress che mette a dura prova la loro salute e integrità psico-fisica”.

Il punto di grave ed estrema emergenza che viviamo in regione – prosegue il segretario – è determinato in via prioritaria da un’inadeguata edilizia penitenziaria. Rispetto a questo punto esprimiamo il nostro forte dissenso collegato alla più volte ventilata ipotesi della chiusura del carcere di Gorizia, propedeutico al processo di mobilità coatta del personale”.

Di qui la richiesta alla politica locale regionale e nazionale di superare nel più breve tempo possibile l’attuale impasse e sciogliere ogni dubbio sull’edificazione di un nuovo carcere nell’Isontino e/o la completa ristrutturazione e l’ampliamento dell’istituto esistente.

“Si dia inoltre urgentemente corso all’insostenibile situazione del carcere di Pordenone – rincara Signor – si sblocchino i fondi e si dia inizio in modo concreto ai lavori di realizzazione della nuova casa circondariale”.

Tuttavia – per la FNS – questi due emblematici casi non devono offuscare le esigenze di ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione degli istituti di Trieste, Udine e Tolmezzo.

“Con fermezza diciamo no alle carceri discariche sociali” – dice Signor, che richiama anche gli annosi problemi dei mancati rinnovi contrattuali, della giustizia minorile e del servizio sanitario penitenziario.

Poi, le richieste: “Sosteniamo con forza una revisione delle sedi dei Provveditorati regionali del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria e chiediamo con fermezza l’assegnazione di un Provveditorato nella nostra regione, che ora dipende funzionalmente dal PRAP Triveneto di Padova”. Investimenti, dunque, per valorizzare il servizio e le condizioni degli operatori, che in silenzio subiscono il peso enorme del proibitivo lavoro.

Udine, 1° febbraio 2010

Mariateresa Bazzaro – Ufficio stampa Cisl Fvg