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I VIGILI DEL FUOCO DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA SOSTENGONO E CONDIVIDONO LO STATO DI AGITAZIONE NAZIONALE DELLA CATEGORIA

La protesta parte dalla città dell’Aquila
I pompieri delusi da una politica che nulla dà

La voce dei Vigili del Fuoco del Friuli-Venezia Giulia si unisce a quella della categoria nazionale contro le misure decise dal Governo (e contenute nelle varie ordinanze di protezione civile e nel decreto legge del 28 aprile 2009), che hanno solamente risposto alla situazione di emergenza in Abruzzo, ma non individuato soluzioni organiche alle esigenze organizzative e finanziarie del Corpo, né portato a risollevare le condizioni economiche del personale VVF che, terremoto a parte, lavora quotidianamente e senza tregua, per assistere il cittadino dagli eventi, ordinari ed eccezionali, che ne mettono a repentaglio l’incolumità e la sicurezza.

Ancora una volta – spiegano per Cgil, Cisl e Uil di categoria Renato Chittaro, Ivano Signor e Flavio Pozzetto – dobbiamo constatare che le promesse e gli impegni assunti dal Governo e dal Ministro dell’Interno per trovare risposte ai problemi dei Vigili del Fuoco sono rimaste lettera morta”. E questo nonostante, i vigili del fuoco abbiano lavorato al servizio della gente senza sbandierare proclami o polemiche e malgrado le note carenze strutturali di uomini mezzi ed attrezzature, abbiano operato mettendo tutto quell’impegno e quella generosità che tutti, indistintamente, hanno pubblicamente apprezzato e sottolineato.

“Non faremmo però onore al nostro ruolo ed alla nostra onestà intellettuale – aggiungono i tre sindacalisti – se non denunciassimo e mettessimo in luce i punti di crisi della nostra organizzazione e le sacrosante rivendicazioni dei lavoratori che vi operano”.

L’impegno profuso dalla politica per i Vigili del Fuoco, infatti, non ha portato nuove risorse per un ammodernamento dei mezzi di soccorso messi a dura prova durante il recente sisma in Abruzzo, né risorse economiche per valorizzare il lavoro della categoria che ancora opera senza sosta nelle zone terremotate, né l’auspicato incremento di organico con assunzioni adeguate alle esigenze operative del Corpo.

“I pompieri però – proseguono Chittaro, Signor e Pozzetto – sono stanchi di subire le superficialità e gli spot a cui frequentemente fa ricorso questa compagine di Governo e quindi respingono al mittente qualsiasi ulteriore attestato di stima ufficiale che risuonerebbe come una sonora presa in giro”. E’ indispensabile mobilitarsi e alzare la voce in modo eclatante in tutte le piazze d’Italia, andando davanti alle sedi locali del Governo per far giungere loro il nostro sdegno e la conseguente rabbia.

“Attueremo questa protesta a partire proprio dalla città dell’Aquila – concludono – con un’iniziativa forte per informare la popolazione locale e nazionale come vengono trattati quelli che chiamavano e chiamano gli angeli del soccorsoma che rischiano di rimanere, continuando così, senza le ali”.

19 giugno 2009

Mariateresa Bazzaro
ufficio stampa Cisl Fvg