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Fania a Belci (Cgil): non viviamo nel paese di Bengodi

"La nostra posizione, chiara e trasparente fin dall’inizio"

Il segretario della Cisl Fvg, Giovanni Fania, proprio non ci sta: “Il problema – dice, all’indomani delle affermazioni rilasciate dal collega della Cgil – è che Belci pensa di vivere nel Paese del bengodi, dove tutto è possibile, le risorse sono illimitate e la matematica è un’opinione”. Un mondo “in rosa” – si legge in una nota della Cisl regionale – peccato che nella realtà le cose non stiano proprio così, con il Paese al collasso e migliaia di lavoratori sotto ammortizzatore sociale che chiedono di agire con senso di responsabilità. “Da due anni – prosegue Fania – Belci predica sui giornali la sua ricetta irreale, partendo, nel caso del comparto unico, da un incremento retributivo addirittura del 6%. Forse però dimentica o fa finta di non sapere che esiste ed è in vigore un decreto legge del ministro Tremonti che vincola tutte le categorie che hanno aperto il biennio ad un aumento massimo del 3,2%. Come Cisl, dunque, non accettiamo lezioni dal segretario della Cgil. La nostra posizione ufficiale al tavolo del comparto unico è sempre stata chiara, ferma e trasparente, animata da un forte senso di responsabilità che guarda solo e soltanto all’interesse dei lavoratori”. Secondo il segretario generale della Cisl non bisogna essere scienziati per capire che se la massa salariale certificata dalla Corte dei Conti ammonta a 602 milioni, quelli disponibili sulla manovra non possono che essere 19,2 milioni. “Non dimentichiamo poi che il 3,2% – commenta Fania – consentirà ai dipendenti del comparto unico di questa regione un aumento salariale ben superiore a quello dei colleghi del resto d’Italia”. Quanto alla questione della 14esima, Fania chiarisce: “Ho già detto che mi riferivo a quella dei dipendenti regionali come Belci, ma l’auspicio è che possa in futuro essere una conquista per tutti, anche perle migliaia di lavoratrici e lavoratori che oggi lottano per ben altro”. Detto questo, la Cisl Fvg fa sapere di non accettare lezioni e richiami al senso di responsabilità proprio da un sindacato che da due anni a questa parte ha smesso di fare il proprio mestiere per dedicarsi alla politica. “Non fa gli interessi dei lavoratori e del paese – aggiunge Fania – chi illude, aggrappandosi alla demagogia, sull’esistenza di risorse immaginarie. Questo è un comportamento inaccettabile e dannoso”. La Cisl, anche sui tavoli unitari, ha sempre cercato e continuerà a farlo, la sintesi. E a proposito dell’operazione del comparto unico, il sindacato conferma che firmerà al 3,2%. “Se non si firma – precisa Fania – il rischio vero è il blocco: i lavoratori non solo subiranno un danno economico, ma andranno a rischio di vedersi bloccati tutti i percorsi di carriera. E’ questo che la Cgil vuole? Noi certamente no, a rischio di essere definiti venduti”. “Ringraziamo Belci che ci ricorda le regole contrattuali del 51% per la validità degli accordi. Se lui crede davvero di avere questa percentuale dalla propria, la responsabilità della firma sarà solo sua”. “Che banalità – conclude Fania – dare del venduto a chi agisce con responsabilità. Noi però non ci lasceremo intimidire da queste futili provocazioni”.

Trieste, 29 ottobre 2010

Mariateresa Bazzaro
Ufficio stampa Cisl Fvg
335.7970621