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«Sospendere la circolare Basaglia»

Un piccolo passo avanti lo si è fatto, quantomeno nel riconoscimento trasversale da parte delle forze politiche, di un problema reale: il sottofinanziamento della sanità della Destra Tagliamento rispetto ad altre aree del Friuli Venezia Giulia. «Nell’incontro avuto con i rappresentanti politici della provincia di Pordenone eletti in Consiglio Regionale – rimarca infatti il segretario provinciale della Fps Paolo Florean – è emersa la consapevolezza che per quanto riguarda le risorse per la sanità la provincia di Pordenone è sottofinanziata. E questo di fatto sta determinando la grave situazione che stiamo vivendo per quanto riguarda i servizi erogati ai cittadini e la conseguente impossibilità ad integrare il personale mancante». Ora la Cisl Funzione pubblica «vuole chiedere con forza ai politici, siano essi di maggioranza che di opposizione, di fare sistema su questo versante perché non è accettabile che lo squilibrio che oggi stiamo subendo (quantificato all’incirca di 4,5 milioni di euro su Udine e di oltre 20 milioni con l’area triestino-giuliana) a parità di abitanti possa continuare – è la proposta del sindacalista -. Riteniamo che se non si porta un aggiustamento economico a breve termine, la provincia di Pordenone pagherà un grosso prezzo che vedrà inevitabilmente il concretizzarsi di ulteriori chiusure di servizi». Florean chiama a raccolta la classe politica anche per un’altra “mission”: «Li invitiamo a intervenire nei confronti dell’assessore Kosic affinché le disposizioni contenute nella circolare del 6 aprile 2010 del direttore centrale della Salute, Paolo Basaglia, in cui si chiede di realizzare entro il 7 giugno la revisione dell’atto aziendale, del piano attuativo locale e triennale, di rideterminare le piante organiche, vengano bloccate per le aziende della provincia di Pordenone. A nostro avviso, ma crediamo a chiunque dotato di buon senso, sono atti inutili per questo territorio visto che il piano sanitario e sociosanitario triennale già approvato dalla Regione, prevede che entro il 2010 venga predisposto lo studio di fattibilità per gli ospedali riuniti che dovrebbero diventare realtà con il primo gennaio 2011. Alla luce di ciò, non avrebbe alcun senso impegnare risorse umane nella revisione di strumenti di programmazione che nascono inutili». Quale senso ha che l’Ass 6 riveda il proprio piano triennale sapendo oggi che tra 7 mesi non avrà più a carico gli ospedali?