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LOGISTICA MERCI, MARITTIMI, SERVIZI DI IGIENE AMBIENTALE: MANCANO I PRESIDI DI SICUREZZA

L’allarme della Fit Cisl Fvg. Lavoratori scoperti e a rischio: trovare soluzioni.

Intere categorie di lavoratori a rischio causa la difficoltà di reperire mascherine e adeguati presidi di prevenzione e sicurezza. Anche in Friuli Venezia Giulia, l’emergenza Coronavirus si sta abbattendo sui lavoratori, in questo caso quelli che operano nei sistemi di igiene ambientale, ne settore logistico del trasporto merci ed in quello marittimo. “Si tratta – spiega il segretario della Fit Cisl Fvg, Antonio Pittelli – di lavoratori che lavorano necessariamente a contatto con persone e cose e che sono particolarmente esposti al rischio di contrarre il Covit19: la mancanza di presidi di sicurezza li rende particolarmente vulnerabili. Al problema va trovata soluzione immediata per tutelare loro e, di conseguenza, l’intera collettività”.

Parliamo – si legge in una nota della categoria cislina – degli addetti ai servizi di igiene ambientale, e soprattutto di quelli che effettuano la raccolta porta a porta utilizzando in maniera promiscua gli stessi mezzi. O, ancora, dei lavoratori del settore marittimo: basti, ad esempio, pensare che nei rimorchiatori che fanno entrare le navi nei porti regionali si  è obbligati a stare molto vicini e di conseguenza a mettersi a rischio. E  su quelle navi arrivano molte delle merci delle quali abbiamo bisogno, presidi sanitari compresi.

Infine, ci sono i lavoratori del settore logistico del trasporto merci, che pur essendo di fondamentale importanza, oggi sconta anche il duro colpo inflitto dai provvedimenti adottati da Austria e Slovenia, che va ad aggiungersi alle conseguenze della diffusione del virus e alla creazione di zone Rosse e Arancioni.

“Tutte questi sono lavoratori in prima linea, che vanno garantiti con ogni strumento  a disposizione. Lavorano con un forte senso di responsabilità sentendosi addosso un forte dovere civile. E’ il caso di ricordarsi cosa stanno facendo, e cosa fanno sempre, per il bene collettivo, e dire loro grazie” – conclude Pittelli.