Top
 

Comunicati

Cisl FVG > Archivio informativo  > Comunicati  > SUNIA-SICET-UNIAT FVG: DECRETO PIANO CASA DEL GOVERNO DEL TUTTO INSUFFICIENTE PER POPOLAZIONE CON SALARI E PENSIONI COSÌ BASSI

SUNIA-SICET-UNIAT FVG: DECRETO PIANO CASA DEL GOVERNO DEL TUTTO INSUFFICIENTE PER POPOLAZIONE CON SALARI E PENSIONI COSÌ BASSI

Sono i tre punti critici sollevati oggi a Trieste dai vertici dei sindacati degli inquilini del Friuli Venezia Giulia, Sunia-Cgil, Sicet-Cisl e Uniat-Uil, in occasione dell’inizio dell’esame del Decreto Casa del governo alla Camera dei deputati.

  • Risorse insufficienti e stanziamenti troppo scarsi per il recupero di tutti gli alloggi popolari attualmente sfitti;
  • Mancanza di risposte strutturali per affrontare adeguatamente la necessità di chi è in graduatoria per una casa popolare e, per quanto riguarda gli affitti, degli studenti fuori sede e delle famiglie in difficoltà con i canoni di mercato;
  • Le misure sugli ‘sfratti veloci’ penalizzanti per le fasce più deboli.

Il Decreto Casa “sovrastima” l’adeguatezza dei 970 milioni di euro per il recupero dei 60mila alloggi pubblici, che in realtà sarebbero spalmati su 10 anni, mentre nel Paese gli alloggi pubblici sfitti sono 100mila, di cui circa 4.600 in Friuli Venezia Giulia (2.700 a Trieste, 230 Pordenone, 850 Udine, 860 a Gorizia). Numeri ancora più ‘critici’ se si considerano le famiglie in attesa in graduatoria per una casa popolare: 650mila in Italia, di cui 8.500 in Friuli Venezia Giulia (3.600 a Trieste, 1.700 a Pordenone, 2.700 a Udine, 850 a Gorizia).

Tra le misure ‘mancate’ secondo i sindacati, la riforma delle locazioni private, laddove i prezzi degli affitti sono cresciuti troppo, anche grazie agli ‘affitti brevi’, mentre i salari ristagnano. Situazione che ‘neutralizza’ l’obiettivo di affitti calmierati, ridotti del 30% rispetto al prezzo del mercato. Non viene di fatto aiutata la fascia ‘grigia’ della popolazione con un reddito troppo alto per una casa popolare, ma troppo basso per poter ottenere e sostenere un mutuo casa, che viene ‘dissanguata’ dal mercato degli affitti.

Renato Kneipp, segretario Sunia-Cgil Fvg: “Abbiamo un giudizio molto critico su alcuni aspetti della norma e vorremmo che fossero eliminati. Per esempio l’articolo 5, dove è prevista la messa in vendita del patrimonio pubblico. Se fosse come finora, che veniva venduto per poi ristrutturare o costruire nuovi alloggi, sarebbe ancora accettabile. Ma il provvedimento in questo caso prevede di far cassa per sanare i debiti che hanno gli istituti che gestiscono le case popolari, e sostenere il debito dello Stato. E questo mentre abbiamo 650mila nuclei familiari in attesa per un alloggio pubblico”.

Giorgio Gortani, presidente Sicet-Cisl Fvg: “Troviamo positivo che finalmente si parli di un piano casa: nel 2009 sono state le ultime riforme sostanziali. Le criticità che evidenziamo sono principalmente la diminuzione del Fondo nazionale di sostegno affitti a favore di un aumento dei fondi a sostegno delle morosità incolpevoli, e la velocizzazione degli sfratti. E la per quanto riguarda il piano di costituzione di 100mila alloggi e la riconversione di 60mila alloggi di edilizia residenziale pubblica, i tempi per la loro realizzazione non coincidono con i tempi di un’eventuale richiesta di assegnazione per gli sfratti. Questo va velocizzato”.

Fabio Nemaz, responsabile Uniat-Uil Fvg: “I propositi della norma in discussione alla Camera sono totalmente insufficienti e non rispondono appieno ai fabbisogno delle persone. Oggi stiamo assistendo a una povertà diffusa, vediamo famiglie monoreddito che non riescono a portare a termine il mese, e i pensionati, la categorie che stiamo maggiormente sostenendo, che si stanno impoverendo sempre di più. Auspichiamo una un incontro assieme alle associazioni e al governo per fare un piano di struttura e che coincida con le necessità di tutte la popolazione”.