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CGIL, CISL, UIL FVG VERSO L’ATTIVO UNITARIO DEL 29 NOVEMBRE

Appuntamento il 29 novembre a Trieste con l’attivo unitario di Cgil, Cisl, Uil Fvg. Al centro, la piattaforma per la crescita e lo sviluppo della regione.

Di seguito il testo della piattaforma elaborata da Cgil, Cisl, Uil Fvg.

AZIONI DI SISTEMA PER IL RILANCIO DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA

 

PREMESSA

CGIL CISL UIL del Friuli Venezia Giulia, in accordo con le rispettive Confederazioni Nazionali, ritengono necessario che lo sviluppo del Paese e della regione Friuli Venezia Giulia sia supportato da politiche forti in grado di favorire la crescita dell’occupazione, del lavoro e dell’economia e, di conseguenza, essere in grado di contrastare la povertà e la crescente marginalizzazione, fenomeni che mettono a rischio la coesione sociale del territorio e ne minano i percorsi di inclusione e di integrazione.

Le varie situazioni, nuove e/o vecchie (quindi mai risolte) di crisi aziendali, diffuse in tutto il territorio regionale, sono un segnale allarmante, sia dal punto di vista occupazionale che economico: c’è la necessità di una svolta, di un’inversione di tendenza per evitare un declino complessivo della regione Friuli Venezia Giulia.

 

SISTEMA DI RELAZIONI

CGIL CISL UIL FVG ritengono necessario e non più rinviabile, a quasi due anni dall’insediamento di questa Giunta, uno schema relazionale in cui si valorizzi il confronto fra le “parti”, nel rispetto, nella responsabilità e nella autonomia del ruolo che le stesse rappresentano.

Va quindi confermato e rilanciato il “Protocollo di concertazione”, quale strumento utile per istituzionalizzare il confronto e valorizzare i contributi, le analisi e le proposte che gli attori del tavolo porteranno.

 

IL LAVORO

Per quanto riguarda il rilancio del mercato del lavoro, complessivamente inteso come occupazione ed economia, CGIL CISL UIL FVG ritengono che punto di partenza debba essere la concreta consapevolezza dell’importanza del manifatturiero come leva di crescita e di sviluppo.

Tenendo a mente questo asse, CGIL CISL UIL FVG individuano di seguito alcune azioni mirate, finalizzate, da una parte, alla costruzione di prassi strutturate a favore del tessuto imprenditoriale e dell’occupazione regionale e, dall’altra, a supportare interventi di rilancio a medio/lungo termine. Si tratta di azioni ed interventi che debbono avere anche un inquadramento normativo e, pertanto, essere contenuti all’interno della nuova legge di politica industriale che è in fase di predisposizione.

 

►Il rilancio dell’industria e del manifatturiero:

  • Utilizzare le risorse pubbliche nei settori con più prospettive, che investono, si aggregano e incrementano l’occupazione stabile;
  • Creare le condizioni normative ed ambientali in grado di attirare investimenti e insediamenti “selezionati”, in modo da consolidare il legame tra impresa (anche quando “la testa” sia fuori regione come nel caso delle multinazionali) e territorio;
  • Valorizzare la filiera dell’agroalimentare salvaguardando le specificità;
  • Attivare un Tavolo permanente con gli Assessorati al Lavoro e all’Industria per: elaborare politiche di rilancio; monitorare le situazioni di difficoltà; gestire e prevenire le crisi;
  • Creare un database regionale aggiornato sull’andamento del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali;
  • Potenziare i lavori socialmente utili e di pubblica utilità;
  • Individuare gli elementi valutativi per giudicare il grado di incisività delle risorse impiegate rispetto allo sviluppo e sostegno alle imprese e all’occupazione;
  • Definire il ruolo delle finanziarie regionali (Friulia e Mediocredito), individuando anche percorsi di selezione ferrei e mirati nei confronti di imprese e progetti;
  • Adottare un piano di gestione della transizione energetica.

 

►Il rilancio dell’edilizia:

  • Predisporre un grande piano regionale di ristrutturazione ed efficientamento energetico e di adeguamento antisismico degli edifici, proseguendo l’impegno sul fronte delle scuole;
  • Attivare politiche di forte investimento, strutturato e mirato all’innovazione energetica.

 

►Il rilancio delle infrastrutture:

  • Potenziamento del sistema portuale e del sistema porto-regione, associato ad una strategia di rafforzamento intermodale delle piattaforme logistiche.

 

►Il rilancio del turismo e del commercio:

  • Definire il ruolo di Promoturismo Fvg e dell’utilizzo delle risorse derivanti dalla tassa di soggiorno;
  • Prevedere finanziamenti per la costruzione di reti d’impresa e distretti turistici, al fine di superare il nanismo aziendale del settore;
  • Rafforzare e/o favorire la sinergia tra territori (Veneto compreso) e tra offerte turistiche diverse, pianificando specifiche campagne di marketing in tutta la regione;
  • Programmare e pianificare in modo coordinato tra i vari territori il tema delle nuove aperture commerciali;
  • Prevedere un sistema di premialità per le Aziende che sottoscrivono accordi di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

 

►Il rilancio della montagna:

  • Valorizzare il tema della montagna quale patrimonio regionale ponendo attenzione alla tutela del territorio con investimenti mirati sulla prevenzione idrogeologica.

 

IL SISTEMA EDUCATIVO

La scuola, l’università e la formazione rappresentano un punto di partenza imprescindibile per affrontare le sfide future e per il rilancio della nostra regione.

Occorre, pertanto:

  • favorire le sinergie tra scuola e mondo del lavoro valorizzando le eccellenze presenti sul nostro territorio;
  • rafforzare l’organico scolastico oggi assolutamente sottodimensionato, anche per quanto riguarda la sorveglianza e la sicurezza;
  • contrastare l’autonomia differenziata dell’istruzione, in difesa del principio supremo dell’uguaglianza e dell’unità nazionale.

 

LA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

Sulla sicurezza, tema di assoluta importanza, purtroppo alla ribalta per gli ultimi tragici eventi accaduti in queste ultime settimane, occorre:

  • dare effettiva operatività al Protocollo firmato con la Regione;
  • attivare i tavoli preposti e dare attuazione a tutte le direttive e le modalità operative previste;
  • intensificare le attività ispettive e di vigilanza prevedendo un aumento degli organici oggi sottodimensionati.

 

LA PERSONA

CGIL CISL UIL del Friuli Venezia Giulia ritengono necessario un nuovo Patto per la Salute regionale che deve avere come obiettivo centrale quello di ristabilire il rispetto del diritto alla salute e alle cure dei cittadini.

Tale diritto – che richiama azioni integrate sociali e sanitarie e che va riportato al centro della discussione con la Regione – deve essere esigibile in tutto il territorio, universale e pubblico, così come prevede la Costituzione, e garantire l’accesso, in tempi certi, a servizi e a prestazioni di qualità, stabiliti nei Livelli Essenziali di Assistenza.

Per questo CGIL CISL UIL del Friuli Venezia Giulia ripropongono all’Assessore competente e alla Giunta regionale un metodo di confronto certo ed esigibile sui temi ritenuti fondamentali per dare una risposta di qualità sui servizi offerti ai cittadini.

Alcune proposte sono prioritarie, in particolare quelle che riguardano le innovazioni, necessarie per fronteggiare i crescenti bisogni legati ai cambiamenti demografici, epidemiologici e sociali, partendo dalle problematiche legate alla cronicità e alla non autosufficienza, e le politiche di valorizzazione del personale a partire dallo sblocco delle assunzioni e dal rinnovo dei CCNL.

Per CGIL CISL UIL del Friuli Venezia Giulia i temi essenziali sono i seguenti.

►Risorse e analisi dei bilanci:

  • Analisi preventiva dei bilanci delle aziende e confronto preventivo delle linee di gestione 2020 che vedranno le aziende già accorpate in un contesto assolutamente diverso da quello attuale e dovranno fare riferimento al nuovo contesto normativo di riforma voluta dall’assessore;
  • Programmazione di salute che sia aderente ai bisogni dei cittadini agendo sulla appropriatezza, sulla esigibilità del diritto e sui tempi di risposta. A centro deve essere messa quello che ormai da anni le OO.SS. stanno chiedendo alla politica regionale, cioè la vera integrazione socio sanitaria;
  • Case di riposo: premesso che siamo a favore della domiciliarità, chiediamo che l’accreditamento delle case di riposo si concluda entro e non oltre il 31 dicembre 2019, senza ulteriori proroghe, e che la discussione sulle case di riposo rientri in modo strutturale nei ragionamenti riguardanti l’integrazione socio-assistenziale e sanitaria.

►Personale:

  • Preventiva qualificazione e quantificazione del fabbisogno per una corretta politica del personale.
  • Portare a termine la politica delle assunzioni e stabilizzazioni concludendo i concorsi in essere e prevedendo la continuità temporale di nuovi bandi per far fronte alla mobilità riscontrata nel personale assunto nel SSR.

►Integrazione socio sanitaria:

  • Il tema dell’integrazione è sicuramente il tema più caldo dell’attuale dibattito che arriva da una stagione di incompiutezza: chiediamo con forza un cambio di passo nella direzione di mantenere e sviluppare ciò che ha funzionato e esportare le buone pratiche che sono presenti in regione su tutto il territorio.
  • Chiediamo di rafforzare il ruolo dei distretti a degli ambiti nel creare o rafforzare la capacità di mettere in rete la presa in carico integrata del cittadino a partire dal ruolo dei medici di medicina generale. Riteniamo che non sia possibile avere l’integrazione socio sanitaria se la riforma degli Enti Locali non va in questa direzione, cioè di integrare e rendere partecipi i territori (comuni e aggregazione di questi) nella risposta di salute.

►Sanità privata:

  • Confermato il principio della sanità pubblica vorremo confrontarci sul tema più volte evocato dall’Assessore, ovvero quello dell’apertura alla sanità privata, chiarendo che per noi non è accettabile il cosiddetto modello lombardo.

►Liste d’attesa:

  • CGIL CISL UIL denunciano che i tempi inammissibili delle liste d’attesa sono percepiti dai cittadini come un’incapacità del SSR di dare risposte ai propri bisogni: non è più rinviabile il confronto con l’Assessore per individuare un piano di abbattimento delle liste d’attesa.