Coordinamento AST CISL Alto Friuli: partecipazione, confronto e proposte per affrontare le sfide del territorio
Si è svolto ieri il Coordinamento dell’AST CISL Alto Friuli, un’importante occasione di confronto che ha registrato un’ampia e qualificata partecipazione delle categorie, dei servizi e dei dirigenti sindacali del territorio.
Ad aprire i lavori è stato il contributo del Vice Sindaco del Comune di Tolmezzo, dott.ssa Laura D’Orlando, che ha illustrato ai presenti il ruolo del CORALP – Consorzio per la Ricerca, l’Alta Formazione e il Friuli Montano, evidenziandone l’impegno nel promuovere il rilancio della formazione, dell’alta formazione e della ricerca universitaria nel territorio montano, quale leva strategica per lo sviluppo economico, sociale e occupazionale dell’Alto Friuli.
Nel corso della giornata sono stati affrontati i principali temi che interessano l’azione sindacale, con uno sguardo rivolto sia alle dinamiche del comprensorio dell’Alto Friuli sia alle più recenti novità di carattere nazionale. Tra queste, particolare attenzione è stata dedicata all’accordo quadro sottoscritto da CISL, CGIL e UIL, approfondendone contenuti, prospettive e ricadute sull’attività sindacale.
Di particolare rilievo anche il contributo degli enti della CISL. Il CAF ha fatto il punto sull’andamento della campagna fiscale, mentre l’Ufficio Vertenze ha illustrato le principali novità riguardanti il conferimento del TFR e la previdenza complementare, fornendo ai presenti un quadro aggiornato su un tema destinato a coinvolgere una larga parte dei lavoratori del settore privato.
Molto apprezzato anche l’intervento della Coordinatrice Donne d ella CISL Alto Friuli, Piera Di Lenardo, che ha approfondito la recente normativa finalizzata a contrastare le differenze di trattamento economico tra donne e uomini, evidenziandone gli aspetti più significativi e le opportunità che essa offre per promuovere una maggiore equità nei luoghi di lavoro.
Le categorie presenti hanno quindi illustrato l’andamento dei rispettivi comparti produttivi, offrendo una fotografia puntuale della situazione economica e occupazionale del territorio, delle criticità emergenti e delle prospettive future. Un momento di confronto che ha confermato il valore della condivisione delle esperienze e del coordinamento tra le diverse realtà della CISL.
L’FNP CISL Alto Friuli ha infine rilanciato il tema della continuità associativa, sottolineandone l’importanza strategica per consolidare la rappresentanza sindacale e rafforzare la presenza della CISL sul territorio, in un’ottica di collaborazione sempre più stretta tra attivi e pensionati.
A concludere i lavori è stato il Segretario Generale della CISL Friuli Venezia Giulia, Alberto Monticco, che ha richiamato il valore del confronto emerso durante il Coordinamento, evidenziando come la partecipazione attiva, la condivisione delle esperienze e la capacità di fare rete tra categorie, servizi e territorio rappresentino elementi fondamentali per affrontare con efficacia le sfide del mondo del lavoro e della società.
Il Coordinamento ha confermato ancora una volta la volontà della CISL Alto Friuli di essere un punto di riferimento per lavoratrici, lavoratori e pensionati, promuovendo un sindacato sempre più competente, partecipato e vicino alle persone.
A margine dell’articolo è riportato l’intervento della Coordinatrice Donne della CISL Alto Friuli, Piera Di Lenardo, dedicato alla normativa volta a contrastare le differenze di trattamento economico di genere.
Buongiorno a tutte ed a tutti
Come coordinatrice donne Cisl Alto Friuli vorrei fare un passaggio veloce sul recepimento da parte dell’Italia della Direttiva Europea 2023\970 sulla trasparenza retributiva attraverso il Decreto legge 96 entrato in vigore il 7 giugno 2026 volto a garantire e concretizzare la parita’ di retribuzione tra uomini e donne.
Tema questo che sta molto a cuore ai lavoratori ed alle lavoratrici di entrambi i sessi poiche’ la sua applicazione corretta implica la volonta’ di eliminare qualsiasi discriminazione di genere.
Punti cardine del decreto sono:
L’introduzione di due concetti fondamentali ben distinti : “stesso lavoro” e “ lavoro di pari valore”.
Dove “stesso lavoro” sta per uguale ed identica qualifica nell’ambito di un Contratto Collettivo di Lavoro Nazionale applicato.
Dove lavoro di pari valore sta per prestazione lavorativa diversa che richiede comunque competenze sforzo e responsabilità identiche.
Requisito essenziale sara’ da parte delle Aziende la trasparenza immediata.
Infatti a partire dagli annunci di lavoro fino ad arrivare al colloquio vero e proprio l’ Azienda dovrà dichiarare quale sarà lo stipendio iniziale o la fascia retributiva precisa nella quale si verra’ inquadrati.
Non sarà più necessario riferire quanto si guadagnava nel lavoro precedente e questo farà si che il valore della prestazione lavorativa si deciderà in base al ruolo che verra’ svolto e non solo in base allo storico aziendale di un lavoratore.
A parer mio si eviteranno , in questo modo , trattative al ribasso frutto di possibili precedenti discriminazioni.
La trasparenza diventera’ a tutti gli effetti un diritto Il lavoratore potrà chiedere direttamente o tramite i propri rappresentanti sindacali , informazione sui livelli retributivi medi , divisi tra uomini e donne , di chi svolge il suo stesso lavoro o di pari valore.
L’ Azienda dovra’ dare risposte chiare dovendo stabilire criteri specifici per l ’ottenimento di bonus e passaggi di livello , le informazioni dovranno essere fornite in modo accessibile a tutti.
Ho fatto un giro di opinioni tra i miei colleghi in fabbrica in merito a questo argomento e ho avuto riscontri positivi che non mi aspettavo , naturalmente ci sono state comunque anche delle perplessità .
E’ stata colta in maniera favorevole la possibilità di avere dei chiarimenti specifici e dettagliati sull’erogazione dei bonus e sulle modalità dei passaggi di livello.
La necessita’ di parita’ ed uguaglianza si sono fatte, in questo caso, sentire.
Personalmente ciò che mi lascia perplessa è che non verranno considerati , ai fini della trasparenza , i trattamenti economici individuali .
Superminimi individuali bonus , premi di risultato , Benefit concessi legati al raggiungimento di obiettivi stabiliti singolarmente.
Poiché sono proprio queste le discriminanti che determinano maggiormente i gap salariali.
Trovo positivo il fatto che se un dipendente denuncia una disparità di stipendio l’onere della prova spettera’ all’Azienda.
L’ onere della prova e’ il principio giuridico secondo cui chi vuol far valere un diritto in giudizio ha l’obbligo di fornire le prove per dimostrarlo.
Sarà essa stessa che dovrà quindi documentare l’assenza di discriminazione questo è fondamentale per sgravare il peso che gia’, immagino , avra’ il lavoratore nel denunciare le diseguaglianze che ritiene di subire.
A questo punto mi viene naturale un parallelismo che esula da questo specifico argomento ma che trovo doveroso esporre pensando al termine onere della prova.
Non e’ un tema del quale si puo’ discutere con leggerezza si tratta infatti del concetto di consenso e di dissenso che si trova nel Ddl Bongiorno che tratta in materia di violenza sessuale .
La percezione, sensazione e’ quella di un pericoloso ritorno al passato.
Un ritorno al passato nel quale era la vittima che doveva dimostrare di essersi difesa e di aver esplicitamente rifiutato la violenza.
Mi chiedo se tutto sia da ricondurre ad un semplice adempimento burocratico o sia un reale tentativo di portare un cambiamento culturale.
Cultura deriva dal verbo latino coltivare ma il suo concetto filosofico ed educativo deriva da un’altra parola del greco antico paideia che indicava la formazione dell’uomo ideale orientata al pieno raggiungimento dell’armonia spirituale , fisica e morale.
Elevarsi alla luce e liberare l’anima dall’ignoranza.
Perché è di questo che si tratta sia che si discuta di parità di genere sia che si parli di violenza sotto qualsiasi forma essa venga perpetrata.
E’ un cambiamento culturale vero e proprio al quale dobbiamo credere ciecamente. Solo così potremmo realmente vederlo.








